I servizi di consulenza online di Comunica con Me sono pensati per essere un punto di riferimento per persone neurodivergenti, familiari, caregiver, insegnanti e operatori sanitari.
Offriamo consulenze con professionisti esperti per persone autistiche, con ADHD, DSA, sindrome di Tourette e alto potenziale cognitivo. Lavoriamo sia con bambini in età evolutiva sia con adulti che hanno ricevuto una diagnosi recente.
Supportiamo anche i genitori di persone con disabilità intellettiva, accompagnandoli in un percorso che aiuti a ritrovare equilibrio e maggiore serenità nella quotidianità. Le consulenze sono online, accessibili ovunque e in diversi momenti della settimana.
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Il termine neurodivergenza è sempre più presente nel dibattito pubblico. Indica un modo di funzionare del sistema nervoso diverso rispetto alla maggioranza della popolazione.
Si definisce neurotipico chi ha seguito uno sviluppo neurologico simile alla media, con modalità relativamente omogenee nel percepire, elaborare e rispondere agli stimoli.
È neurodivergente chi presenta uno sviluppo neurologico atipico: il sistema nervoso si è strutturato con modalità proprie, influenzando il modo di pensare, percepire, regolare le emozioni e relazionarsi.
Rientrano in questa definizione persone autistiche, con ADHD, DSA, disprassia, sindrome di Tourette o plusdotazione, così come chi vive condizioni che incidono sul funzionamento emotivo e relazionale, come disturbo ossessivo compulsivo, disturbi dell’umore o disturbi di personalità.
Il termine neurodivergente nasce all’interno del movimento per la neurodiversità e dal lavoro delle comunità che vivono queste condizioni. È un concetto sociale e politico, non diagnostico: non indica una singola condizione clinica, ma un insieme di funzionamenti neurologici che si discostano dalla maggioranza.
La sua diffusione è legata anche al contributo di Judy Singer, che ha introdotto il termine neurodiversità, e di Kassiane Asasumasu, che ha contribuito alla diffusione di neurodivergente. Entrambe hanno sottolineato l’importanza di riconoscere e valorizzare le differenze del funzionamento umano, sia dalla nascita sia acquisite nel tempo.
Oggi il termine viene talvolta usato in modo riduttivo, come sinonimo di autismo o ADHD. È invece un concetto più ampio: riguarda l’esperienza di chi vive una condizione di minoranza neurologica, spesso non pienamente compresa dal contesto sociale.
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