L’acronimo ASD sta per Autism Spectrum Disorder, che in italiano si traduce come Disturbo dello Spettro Autistico.
Il termine autismo deriva dal greco “autós”, che significa “se stesso” e fu coniato dallo psichiatra svizzero Eugen Bleuler per descrivere una condizione di isolamento sociale. Oggi sappiamo che non è più così: le persone autistiche non scelgono necessariamente l’isolamento sociale, ma il termine è rimasto tale e spesso porta con sé anche tutti gli stereotipi costruiti in anni di storia.
Il termine autismo si riferisce a un gruppo eterogeneo di disturbi del neurosviluppo caratterizzati da modalità diverse di interazione sociale e di comunicazione sociale. Inoltre, le persone autistiche hanno una grande capacità di focalizzarsi sui propri interessi, che li porta ad una ripetitività comportamentale per ciò che gli crea piacere e rassicurazione.
L’autismo non è sinonimo di “deficit intellettivo” infatti non tutte le persone autistiche hanno questo tipo di criticità o una compromissione delle capacità di linguaggio.
Queste caratteristiche sono presenti sin dalla prima infanzia anche se possono essere mascherate da strategie compensative. La diagnosi precoce e gli interventi tempestivi di supporto rispettoso e di consapevolezza di sé o del proprio figlio possono migliorare significativamente la qualità della vita delle persone autistiche.
Le cause dell’autismo non sono ancora completamente chiare, ma si ritiene che siano coinvolti fattori genetici e ambientali.
L’autismo è un modo di essere e di stare al mondo, non è una malattia, si tratta infatti di un diverso funzionamento neuronale che influenza il modo in cui una persona percepisce e interagisce con il mondo e con sé stessa.
Ogni persona autistica manifesta le sue caratteristiche atipiche in modo peculiare, rendendo ogni persona unica.
La diagnosi di autismo, come ogni altra etichetta diagnostica, è importante per permettere a un genitore di comprendere meglio, conoscere e sostenere in modo rispettoso il proprio bambino. La diagnosi di autismo per un adulto è fondamentale per imparare a osservarsi, comprendersi, rileggere la propria storia e compiere scelte consapevoli nel presente.
Il percorso diagnostico con un bambino viene effettuato da un team multidisciplinare di professionisti sanitari, che può includere: neuropsichiatri (infantili) come specialisti in disturbi del neurosviluppo, psicologi clinici come esperti nella valutazione e diagnosi psicologica, logopedisti come professionisti che valutano e trattano i disturbi della comunicazione, terapisti occupazionali o neuropsicomotricisti come specialisti che si occupano delle abilità motorie e di gestione delle autonomie.
Il percorso diagnostico per un adulto è affidato a psicologi, neuropsicologi o psichiatri esperti di autismo.
I professionisti utilizzano strumenti standardizzati e validati per valutare gli aspetti comportamentali, sensoriali e le peculiarità di interazione sociale e comunicazione.
Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5), l’autismo è suddiviso in tre livelli, determinati in base al grado di supporto necessario per aiutare una persona, sia bambino sia adulto, a gestire la propria quotidianità. Questi livelli tengono conto del momento presente e del contesto di vita in cui la persona si trova:
Le persone che ricevono una diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico non sono affette da una malattia. Sebbene non sia possibile ‘guarire’ dallo Spettro Autistico, esse presentano semplicemente un funzionamento neurologico diverso. Questo si traduce in comportamenti che, dal punto di vista sociale e relazionale, possono differire dalla maggior parte delle persone, secondo le statistiche.
La diagnosi di autismo può essere effettuata in qualsiasi momento della vita, ma oggi, grazie ai progressi della ricerca scientifica, è possibile riceverla già entro i 3 anni di età. Questo permette ai genitori di comprendere meglio il proprio figlio e di intervenire precocemente in caso di bisogni educativi particolari, in modo rispettoso e adeguato alle caratteristiche di quel bambino specifico, riuscendo a favorire una vita più serena ed equilibrata.
Attraverso un’attività educativa costante e rispettosa, sarà possibile accompagnare il bambino ad apprendere secondo le modalità che meglio si adattano al suo funzionamento mentale, aiutandolo a raggiungere gli obiettivi necessari per il suo benessere e la sua evoluzione.